Si fa in tempo fino al 31 dicembre 2010 a rilevare e valutare il nuovo rischio da stress lavoro-correlato, sia nel pubblico sia nel privato.
Con l’emendamento introdotto al comma 12 dell’articolo 8 del Dl 78/2010, il Senato ha infatti approvato il rinvio di una scadenza che preoccupava gli operatori del settore, non solo per la complessità della materia, ma anche per la mancanza di indicazioni da parte dell’apposita commissione.
Il comma 1-bis), articolo 28 del Dlgs 81 del 2008 stabilisce che la valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ex articolo 6, comma 8, Dlgs 81/08, e che il relativo obbligo decorre dall’elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto delle stesse, a far data dal 1° agosto 2010. È proprio questa la data che ora è rinviata al 31 dicembre 2010.
Lo stress lavoro-correlato, che non va confuso con il mobbing, può potenzialmente colpire in qualunque luogo di lavoro e qualsiasi lavoratore, e la sua valutazione è volta ad individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salute nonché a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di stress. Prevenire, ridurre o eliminare il problema può voler dire più efficienza e, soprattutto, consente di apportare miglioramenti nelle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta, quindi, di riconoscere nell’organizzazione del lavoro alcuni indicatori di rischio che possono causare stress, fra cui i più comuni possono essere:
• orari di lavoro troppo lunghi o imprevedibili, turni particolarmente faticosi;
• carichi di lavoro eccessivi oppure troppo ridotti, monotonia o frammentarietà del lavoro;
• incertezza degli incarichi e dei compiti, mancanza di informazioni e/o di formazione;
• posture scomode o stancanti, posti di lavoro inadeguati, temperature elevate o basse, eccessivo rumore eccetera.
Le indicazioni in materia non sono chiare tanto che il ministero del Lavoro ha espresso la necessità di approfondimenti.
Quello che manca è soprattutto l’elaborazione delle procedure standardizzate che dovrebbero essere seguite dai datori di lavoro che occupano fino a dieci lavoratori e che possono effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato secondo standard che tengono conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore.
I datori di lavoro che non superano questi limiti dimensionali possono, comunque, fino alla scadenza del diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale che fissa i parametri – e, comunque, non oltre il 30 giugno 2012 – autocertificare l’effettuazione della valutazione dei rischi.
(Fonte: Il Sole 24 Ore di mercoledì 21 luglio 2010)